L’arte di Sheena Norquay | Parte V

Avete mai utilizzato il nostro floss da ricamo a 6 capi divisibili? Oggi con Sheena Norquay ci soffermeremo sulle possibilità creative di questo filato, principale attore di una meravigliosa serie di artwork ispirati alla figura del pavone. Buona Lettura!

THE PEACOCK COLLECTION by Sheena Norquay.
100% Floss da ricamo Aurifil, Cotone Mako a 6 capi divisibili.
Colori inclusi: 2810, 2860, 4093, 2740, 2745, 1147, 5015, 5022, 2340, 5013.
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L’arte di Sheena Norquay | Parte IV

Prosegue il nostro approfondimento dedicato all’artista tessile scozzese Sheena Norquay, preziosa fonte di insegnamento anche per quanto riguarda l’uso dei nostri filati, che conosce e sperimenta da quasi vent’anni. Oggi ci soffermeremo su una serie di artwork – sempre ispirati ai paesaggi costieri ed alla loro fauna – prettamente realizzati con il nostro Cotone Mako 80. Buona Lettura!

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L’arte di Sheena Norquay | Parte I

Oggi abbiamo il piacere di approfondire con voi la conoscenza di Sheena Norquay – designer ed artista scozzese di formidabile talento che ci ha da sempre folgorati con la raffinatezza, la grazia, la minuziosità ed il realismo delle sue magnifiche creazioni. Una genialità scrupolosa, misurata e riflessiva, che la porta ogni volta a trascrivere in parole tutto quello che ha sperimentato con i filati e perchè. Ci caleremo pertanto nel suo mondo e cercheremo di raccontarvi il suo processo creativo. Buona Lettura!

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Improv Row by Row | Un nuovo gioco!

Ben ritrovati! Oggi vogliamo parlarvi di un nuovo gioco patchwork che siamo particolarmente felici di sponsorizzare e che, ne siamo certi, ci accompagnerà durante tutto l’anno alimentando la nostra voglia di creare, sperimentare, condividere e divertirci.


Curiosi di saperne di più? Guardate il Video di Presentazione.

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Filati Aurifil per quilt “come tu li vuoi”

Se fino ad oggi avete utilizzato i nostri filati solo per il piecing, bè… Permetteteci di dire che è un vero peccato! Vi siete persi la maggior parte del divertimento. Sì, il nostro Cotone Mako 50 – il filato Aurifil più noto e venduto in tutto il mondo – è particolarmente indicato per tale uso. Ma non si limita ad esso! E se considerate che esistono almeno altre 5 varianti, le possibilità creative si moltiplicano. Curiosi di scoprire quante altre cose divertenti si possono fare? Buona Lettura!

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Finalmente ci si vede!

In un battito di ciglia è già trascorsa la prima metà di gennaio e, anche se con un po’ di ritardo, vogliamo farvi i nostri più calorosi auguri per un Felice Anno Nuovo!

E dopo questa piacevole parentesi, siamo pronti a ripartire a tutto patchwork (e non solo!) in compagnia di una donna che si è particolarmente distinta nel panorama italiano negli ultimi 20 anni per il suo impegno in prima persona a diffondere la passione per il patchwork, facendo conoscere la sua città – Rossano Calabro – e portandovi i maggiori esponenti nazionali di quest’arte.

Non da ultimo, è probabile che molti di voi abbiano nel proprio repertorio una o più delle sue recenti pubblicazioni in collaborazione con la casa editrice Corrado Tedeschi.

Avete capito di chi si tratta? Diamo il benvenuto sul nostro blog a Maria Rosaria Nola Bonaccorsi!

M.R. è psicopedagogista ed insegnante di scuola primaria, quilter ed autrice. Cresce guardando i mitici film western e La Casa nella Prateria, serie tv degli Anni Ottanta e Novanta che narra le difficoltose vicissitudini di una tradizionale famiglia americana della seconda metà del 1800 in un paesino sperduto del Minnesota. Grazie a queste pellicole scopre il culto per il patchwork ed il lavoro manuale e ne rimane profondamente affascinata.

Il suo primissimo quilt sarà un log cabin con un quadratino rosso centrale volto proprio a rappresentare il calore del focolare domestico. Da allora, in ogni suo lavoro sarà sempre presente almeno un dettaglio di questo colore.

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Il Log Cabin di M.R. in bella mostra sul letto della sua camera matrimoniale.

Il patchwork tradizionale va ben oltre il semplice accostamento di stoffe che scaturisce in una composizione esteticamente bella. Ogni blocco o figura – sia esso una stella, un log cabin, o un cd. passo dell’ubriaco – ha un nome che lo riconduce ad una storia. L’essenza stessa del patchwork è la storia, il raccontare qualcosa. E’ una dimensione tessile ricca di simbologia da comprendere e da approfondire, su cui M.R. non è mai stanca di documentarsi cercando cenni storici nel passato, soprattutto nella letteratura (ad esempio, nei romanzi).

Conoscere, amare, praticare ed insegnare il patchwork ha significato per me l’ingresso in un mondo nuovo, coloratissimo e fatto di preziosi incontri. Molti di questi si sono spontaneamente evoluti in vere e profonde amicizie. Ho collaborato e contribuito all’organizzazione di diversi eventi e mostre dal 2005 al 2017. Ad esempio, mi piace ricordare l’evento rossanese della Settimana del patchwork – che consisteva in una felice combinazione di concorso, mostra e corsi al quale intervenivano le principali personalità esponenti del patchwork italiano. Sono stata per molti anni Delegata regionale della Calabria per Quilt Italia e, anche in virtù di questo ruolo, ho tessuto una fitta rete di conoscenze interessanti e stimolanti.

Il patchwork è una vera e propria passione, che ama anche trasmettere a grandi e piccoli, facendo della seguente filosofia il proprio credo:

Chi è nato con dei talenti ha il dovere morale di coltivarli e di metterli al servizio degli altri.

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La Rosa dei Venti realizzata da M.R. per il figlio Marco, in occasione dell’inizio del suo percorso universitario.

 

Tenete gli occhi puntati sul nostro blog e sulla nostra Pagina Facebook nei prossimi giorni per scoprire di più sulla nostra prima ospite dell’anno. Sveleremo presto anche una bella sorpresa!

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Per approfondire la conoscenza con Maria Rosaria Nola Bonaccorsi:

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La Fiber Art DAMSS | Parte I

Raggianti di felicità per il successo ottenuto dalla loro Venezia 3000 e già proiettati verso nuove sfide: è esattamente così che troviamo Daniela e Marco – i DAMSS – all’indomani di Abilmente Vicenza e dell’International Quilt Festival di Houston.

Felicemente uniti nella contestazione l’uno dell’altro da ormai 50 anni, Daniela e Marco sono un binomio perfetto, una coppia affiatata in atelier e nella vita: la loro fiber art è riciclo creativo, sperimentazione continua, arte a 4 mani.

Aver sposato il nemico (ridendo e scherzando, un architetto che sposa un ingegnere solitamente è un’aberrazione!) ha dato loro una spinta notevolissima.

 

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Marco “sfida” l’onda anomala che sta per abbattersi sulla città nell’artwork Venezia 3000.

I due fiber artist milanesi ci condurranno ora in un viaggio alla scoperta di ciò che la fusione dei loro talenti individuali ha reso possibile.

 

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Un pannello dell’artwork Roma 3000 – Dalla serie “Città Future”.

 

Benvenuti! DAMSS è l’acronimo dei vostri nomi, Daniela Arnoldi e Marco Sarzi Sartori. Volete dirci brevemente chi siete e come nasce la vostra arte a 4 mani? Da quanti anni create insieme?

La nostra arte a 4 mani nasce da un errore! – esordisce, ammiccando, Daniela – Un giorno ho chiesto a Marco se gli andasse di fare qualcosa assieme e lui mi ha risposto di sì! Nel 2000 abbiamo iniziato a lavorare sotto la stessa firma. La mia creatività e quella di Marco sono sfociate in un terzo filone, quello dei DAMSS. E così siamo sbocciati, integrandoci veramente molto bene.

 

Come fiber artists avete dato vita a decine e decine di artwork, alcuni dei quali hanno girato il mondo e sono stati esposti a Show di rilevanza internazionale. A quali di essi siete più legati? In quali vi rispecchiate e sentite maggiormente rappresentati come persone ed artisti?

Abbiamo effettivamente realizzato un’infinità di pannelli, evolvendoci molto nel corso degli anni. Abbiamo conseguito grosse soddisfazioni a livello internazionale in Europa (dove abbiamo esposto praticamente dappertutto), in America ed in Cina.

Ci piacciono tutti i nostri pannelli! Sono tutti fatti con il cuore ed utilizzando tantissimo tempo. Ci parliamo su, ci discutiamo.

Io ad esempio – prosegue Daniela – mi ricordo tutte le casette delle nostre Cinque Terre. Sono piccoline, sono una miriade, ma le riconosco una ad una. Le abbiamo studiate, le abbiamo fatte. E abbiamo avuto una discussione per ciascuna!

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I DAMSS in posa davanti a 2 dei pannelli de “Le Cinque Terre“, esposti all’International Quilt Festival di Houston (8-11 Novembre 2018).

 

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Dettagli di uno dei pannelli dell’artwork “Le Cinque Terre“, qui fotografato in occasione degli EOQC di Veldhoven (23-26 Ottobre 2014)

Le nostre opere sono sempre un’evoluzione della precedente. Finita un’opera oggi, stiamo già pensando alla seconda opera più avanti, ossia a quella di dopodomani, perché quella di domani l’avevamo già programmata. Ogni opera è frutto di esperienze, di tentativi di rinnovare una tecnica, o idearne e sperimentarne di nuove. Tutta questa ricerca ci porta spontaneamente ad avere ogni anno risultati ancora più interessanti dell’anno precedente.

Amiamo l’Italia e l’essere italiani! Ci piace innanzitutto riprodurre i nostri monumenti nazionali. In seconda battuta, monumenti famosi o intere città (come la Tour Eiffel o New York City, ndr)

 

Sapete quanto amiamo i numeri. Potete darci un’idea di quanto materiale e quante ore di lavoro ci sono dietro alla nascita di un pannello come la vostra fantastica “The Last Supper” – L’Ultima Cena?

Ore e ore di lavoro, mesi! Facciamo pannelli grandi, belli da osservare da lontano, ma arricchiti da una grandissima quantità di dettagli apprezzabili da vicino.

Aumentiamo le ore di lavoro, non aumentiamo i pixel! Questa è la nostra filosofia.

Le nostre lavorazioni comportano un arricchimento della terza dimensione, perciò richiedono tantissimo materiale. Se dobbiamo creare un pannello di 40 mq, ci vorranno ALMENO 150 mq di tessuto. Ed il filato è incalcolabile. Le cuciture non si vedono, ma ci sono. Chilometri! Riusciamo ad osservare il consumo del filato in corso d’opera, sulla base dei “cadaveri” accumulati per terra (= spolette e coni vuoti).

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Last Supper. Cm 800 x 250. Omaggio alla città di Milano e al genio di Leonardo.

 

Notti in bianco?

No. Solo in rari casi. La notte porta consiglio! Quando siamo a letto ragioniamo. Poi quando Daniela non risponde più vuol dire che sta dormendo, allora la pianto anch’io – conclude, sorridendo, Marco.

 

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A settimana prossima con la Parte II dell’intervista e una piacevole sorpresa per voi!