Le avventure di Aurelia Floss: una settimana bianca a Megève

Bonjour mes amis! Qui è sempre la vostra Aurelia Floss che vi parla. Siete pronti ad immergervi in un’altra avventura? Armatevi di scarponi, sci e racchette: oggi vi porto con me sulle Alpi!

Dovete sapere che ogni anno io e le mie amiche dell’Aurifilosophy University organizziamo una rimpatriata. Provenendo da diversi Paesi del mondo (Messico, Russia, Giappone, Nepal, Sudafrica e Italia), quella è la nostra unica occasione di riabbracciarci e trascorrere del tempo insieme.

Ne abbiamo combinate di 270 colori, proprio come in questo magnifico quilt di Sheri Cifaldi – Morrill!


Una delle nostre avventure più belle è stata quella a Megève, in Francia.

Era inizio gennaio, mi lasciavo alle spalle un anno di duro lavoro e avevo una gran voglia di vacanza, di stendermi su una spiaggia esotica ai tropici e sorseggiare acqua di cocco fresca… Negli anni, però, ho imparato che stare troppo esposta al sole non mi fa particolarmente bene. Il caldo può sbiadire il magnifico colore del mio filo, frutto di tanti scrupolosi passaggi in fase di produzione.

Sento le mie amiche e mi propongono all’unanimità una settimana bianca. Ok, hanno vinto loro. Le spiagge da sogno delle Seychelles possono aspettare!

Detto… Fatto… Destinazione Megève!

Situata nel cantone di Sallanches, su un colle che separa il bacino del fiume Arly da quello del fiume Arbon, Megève è fra le località montane più prestigiose del mondo, meta abituale del jet-set francese ed internazionale e comprensorio sciistico fra i più vasti d’Europa (oltre 400 km di piste panoramiche).

E’ un delizioso villaggio alpino che conserva un centro medievale ancora perfettamente intatto. Secoli fa era un pacifico paesino rurale dal suolo molto fertile oltre che una destinazione d’elite per pochi ricchi turisti alla ricerca dell’aria pura di montagna. Nel 1914 ebbe luogo la prima gara di sci, con impianti di risalita progettati dagli agricoltori del posto.

La sua ascesa da semplice villaggio pittoresco a località di soggiorno e villeggiatura d’eccellenza fu particolarmente favorita a partire dagli Anni Venti dalla Famiglia Rothschild, che desiderava farne il simbolo dell’art de vivre alla francese, creando un’alternativa alla località svizzera di Saint Moritz. Insomma, una fiaba: il paesino bucolico di umili origini che diventa il paradiso degli sciatori.

Non vedevo l’ora di andarci, esplorare, scoprirne ogni angolo.

Era tempo di preparare i bagagli. Cosa avrei portato con me quella settimana?

  • La mia fotocamera, immancabile: OK
  • Ago, filo e un pezzo di stoffa per qualche ora rilassante di ricamo davanti al caminetto: OK
  • Un quaderno per disegnare i pattern dei miei prossimi progetti: OK
  • Berretto e occhiali da sole per proteggermi dai raggi UV: OK

Sono salita in macchina e ho cominciato il mio lungo viaggio in solitaria. Ebbene sì, 3 ore alla guida da sola, ma in ottima compagnia: ho ascoltato Great Women of Business, podcast dedicato alle storie di donne di successo come Coco Chanel e Oprah e, a seguire, The Thread di Art Garfunkel.

Ed all’improvviso, davanti ai miei occhi sognanti Sua Maestà, il Monte Bianco. Era una vita che desideravo vederlo. Il panorama era straordinario, la neve ricopriva tutto e la vetta si confondeva tra le nuvole, i contorni sfocati… Un’incantevole intersezione tra cielo e terra. La luce rifletteva sul pendio ed illuminava tutta la vallata. Ho abbassato il finestrino e respirato l’aria fresca: incredibilmente densa e gelida, tremendamente energizzante.

Ho quindi seguito le indicazioni per Les Chalets De Theleme, il nostro alloggio. Le mie amiche erano già arrivate e mi stavano aspettando.

Parcheggio, salto giù dalla macchina e mi lascio completamente avvolgere dalla freschissima aria di quella sera. Mi guardo intorno: un trionfo di magnifici chalet in legno con ampi tetti spioventi, molti dei quali ancora decorati con luci natalizie che creano dei divertenti giochi di riflessi.  Dai camini fuoriescono baffi di fumo che diffondono nell’aria l’odore della legna che arde. Chiudo la portiera e affondo i piedi nella neve: sul mio volto, un enorme sorriso. Tutte queste sensazioni ed emozioni sono ancora così vive e presenti!

Il nostro chalet è meraviglioso, un rifugio invernale a tutti gli effetti. Le stanze sono arredate con accessori vintage, come vecchie paia di sci e segnaletica. Le camere da letto calde ed accoglienti, con piumini a fantasia scozzese ed ampie finestre con vista sulle piste da sci. Una scala a chiocciola conduce alla chicca dello chalet – il soggiorno. Il fuoco scoppietta nel caminetto e le note profumate della legna che arde si mescolano con l’essenza di pino dell’albero di Natale ancora in bella mostra. Ci sentiamo come a casa.

Quella prima serata trascorre piacevolmente davanti al caminetto. Mentre all’esterno scendono delicati fiocchi di neve, degustiamo uno sfizioso formaggio locale (Abondance) che accompagniamo con una buona bottiglia di Chardonnay. E’ una di quelle serate che vorresti non finissero mai. Le mie amiche sono appassionate di attività come il lavoro all’uncinetto, l’English Paper Piecing, il Free Motion Quilting e l’applique a macchina. Ciascuna ha condiviso il proprio hobby con le altre. Sono stata felicissima di mostrare loro i miei ricami a punto croce ed altri progetti fatti a mano.

Le nostre serate sono trascorse prettamente all’insegna del relax, in questo modo. Ogni giorno, invece, era una nuova avventura: ci svegliavamo piene d’energia e voglia di fare!

La prima giornata è stata senza ombra di dubbio la mia preferita. Dopo aver fatto colazione con un croccante pain au chocolat (un cornetto extra burroso ripieno di cioccolato), abbiamo recuperato la nostra attrezzatura da sci e siamo salite sulla funivia, pronte ad aggredire le piste.

Non dimenticherò mai lo spettacolo mozzafiato a cui abbiamo assistito una volta giunte in cima. C’est magnifique!

Un panorama unico, una distesa sconfinata di neve. Visto da lì, il villaggio sembrava un piccolo presepe, una miniatura. Il cielo era terso e limpido ed il sole splendente si rifletteva sulla neve creando l’effetto ottico di una miriade di piccoli arcobaleni sospesi nell’aria. Era ancora tutto così avvolto nel silenzio che potevo perfino sentire il leggero tintinnio dei cristalli di ghiaccio sugli alberi mossi dalla brezza.

Ci sono poche cose al mondo paragonabili all’euforia di volare lungo il fianco di una montagna con il vento che ti sferza il filo. Ti senti spericolato e potente al tempo stesso, rinvigorito dalla sensazione del ghiaccio e della neve che sfiorano la parte inferiore della tua spola.

Sono molto lontana dall’essere un’esperta sciatrice, ma mi sento molto determinata. Quel giorno, tutte noi lo eravamo.

Sapete, essendo delle spole è difficile trovare il giusto equilibrio: lo abbiamo perso diverse volte, cadendo goffamente. Come è noto, durante il lungo processo produttivo che porta alla nostra nascita, il filo viene ritorto e successivamente termofissato, passaggio fondamentale affinché si mantenga impeccabile e saldo per tutta la nostra vita. Ciononostante, siamo riuscite ad impigliarci nelle racchette, creando grovigli e ruzzolando al centro della pista. Una delle mie amiche ha perfino scheggiato la sua spola! Nulla di grave, per fortuna… Ci siamo sempre rialzate ridendo e prendendoci in giro.

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Ci fermiamo per pranzo presso uno chalet diverso ogni giorno.

Ho scoperto che i francesi la sanno lunga in fatto di cocktails! Il mio preferito? Kir Royal – crema di cassis ricoperta di champagne servito in un flute sottile, sopra una cascata lamponi freschi. Io e le mie amiche siamo particolarmente golose e abbiamo sempre ordinato anche una fondue di formaggio. Densa, profumata e saporita: la coccola perfetta dopo un’ardua sessione di sci.

Un pomeriggio, subito dopo pranzo, decidiamo di visitare il villaggio. La cosa che più mi piace di Megève è il suo centro, l’anima del resort, che testimonia la sua storia. Il priorato, fondato nel XII secolo dai monaci benedettini, accanto ad una chiesa la cui porta principale risale al 1692. Strade strette con antiche case di pietra cedono il passo a piazze provinciali con fontane realizzate a regola d’arte. Scorci di passato perfettamente in armonia con le opere di restauro più recenti. Edifici storici ospitano oggi casinò, ristoranti stellati Michelin e boutique d’alta moda. Allo stesso tempo, carrozze in legno trainate da cavalli marciano sul ciottolato irregolare trasportando i turisti in un’altra epoca.

Quello stesso giorno, abbiamo scoperto la Chocolaterie del Grand Hotel du Soleil d’Or. Appena entrate, un inebriante profumo di fave di cacao e di legno rustico cattura i nostri sensi. Il locale presenta un arredamento sofisticato nel tipico stile della regione dell’Alta Savoia: al centro, un tavolo imbandito di prodotti di gastronomia a la carte e pasticcini rigorosamente homemade. Ci accomodiamo alla caffetteria, un posto accogliente con divanetti e coperte intorno ad un grande camino. Ciascuna di noi ordina una cioccolata, preparata sotto i nostri occhi dal maitre chocolatier e servita con cura e precisione. Carica d’ispirazione, tiro fuori stoffa e ago ed inizio a ricamare il mio nuovo progetto: la mia versione dello skyline del Monte Bianco.


La penultima serata ci siamo date alla vita mondana. Ci hanno detto che la vita notturna a Megève è qualcosa di unico nel suo genere e volevamo verificarlo di persona. La piazza principale è piena di caffè all’aperto con stufe a fungo dove i turisti possono godersi cocktail all’aria fresca.

Abbiamo cominciato da lì con un aperitivo per poi cenare a La Ferme Saint Amour, un famoso ristorante che un tempo era un fabbricato agricolo. Ora è stato completamente ristrutturato ed è uno dei posti più graziosi della città, molto fotografato e postato su Instagram. Una location calda ed elegante, dall’atmosfera rustica e pittoresca.

La cena ci viene servita nella hall principale accanto al bar, punto strategico che in tarda serata si trasforma in un dance club. Inutile dirvi che, dopo diversi calici di vino rosso, ci siamo scatenate e abbiamo ballato tutta la notte!

La nostra ultima mattina insieme è stata amara. Nessuna di noi voleva tornare a casa. Così, per addolcire almeno il palato, facciamo insieme un’ultima tappa a Ladurée Tea Room, la casa degli originali macarons. Se non ne avete mai assaggiato uno, fatelo al più presto: 2 conchiglie di meringa farcite di ganache alla perfezione. C’est délicieux! Io ho ordinato un Pistachio and Jardin Blue Tea, integrato con una tazza di Earl Grey e mi sono accomodata al centro del locale.

Mi guardo intorno: ogni dettaglio è frutto di scrupolosa scelta e selezione e il dolce profumo di queste delizie si fonde con fresche note floreali. Rimaniamo lì per un’ultima chiacchierata, un’ultima ora per rivivere assieme le nostre avventure di quella fantastica settimana. Prima di partire, mi fermo al bancone e seleziono 6 macarons da portare a casa, un arcobaleno di tonalità pastello racchiuso ad arte in una scatolina. Ed è stato come acquistare una piccola opera d’arte o un bijoux. Sarà un dolcissimo ricordo del mio viaggio, una volta tornata a Solaro.

Recuperiamo i nostri bagagli allo chalet, ci scambiamo una serie infinita di baci e abbracci, e… Con molta fatica e la lacrimuccia che fa capolino, ci salutiamo e partiamo ciascuna per il proprio viaggio di ritorno.

Arrivederci Megève, a presto!

— Aurelia


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