La Fiber Art DAMSS | Parte I

Raggianti di felicità per il successo ottenuto dalla loro Venezia 3000 e già proiettati verso nuove sfide: è esattamente così che troviamo Daniela e Marco – i DAMSS – all’indomani di Abilmente Vicenza e dell’International Quilt Festival di Houston.

Felicemente uniti nella contestazione l’uno dell’altro da ormai 50 anni, Daniela e Marco sono un binomio perfetto, una coppia affiatata in atelier e nella vita: la loro fiber art è riciclo creativo, sperimentazione continua, arte a 4 mani.

Aver sposato il nemico (ridendo e scherzando, un architetto che sposa un ingegnere solitamente è un’aberrazione!) ha dato loro una spinta notevolissima.

 

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Marco “sfida” l’onda anomala che sta per abbattersi sulla città nell’artwork Venezia 3000.

I due fiber artist milanesi ci condurranno ora in un viaggio alla scoperta di ciò che la fusione dei loro talenti individuali ha reso possibile.

 

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Un pannello dell’artwork Roma 3000 – Dalla serie “Città Future”.

 

Benvenuti! DAMSS è l’acronimo dei vostri nomi, Daniela Arnoldi e Marco Sarzi Sartori. Volete dirci brevemente chi siete e come nasce la vostra arte a 4 mani? Da quanti anni create insieme?

La nostra arte a 4 mani nasce da un errore! – esordisce, ammiccando, Daniela – Un giorno ho chiesto a Marco se gli andasse di fare qualcosa assieme e lui mi ha risposto di sì! Nel 2000 abbiamo iniziato a lavorare sotto la stessa firma. La mia creatività e quella di Marco sono sfociate in un terzo filone, quello dei DAMSS. E così siamo sbocciati, integrandoci veramente molto bene.

 

Come fiber artists avete dato vita a decine e decine di artwork, alcuni dei quali hanno girato il mondo e sono stati esposti a Show di rilevanza internazionale. A quali di essi siete più legati? In quali vi rispecchiate e sentite maggiormente rappresentati come persone ed artisti?

Abbiamo effettivamente realizzato un’infinità di pannelli, evolvendoci molto nel corso degli anni. Abbiamo conseguito grosse soddisfazioni a livello internazionale in Europa (dove abbiamo esposto praticamente dappertutto), in America ed in Cina.

Ci piacciono tutti i nostri pannelli! Sono tutti fatti con il cuore ed utilizzando tantissimo tempo. Ci parliamo su, ci discutiamo.

Io ad esempio – prosegue Daniela – mi ricordo tutte le casette delle nostre Cinque Terre. Sono piccoline, sono una miriade, ma le riconosco una ad una. Le abbiamo studiate, le abbiamo fatte. E abbiamo avuto una discussione per ciascuna!

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I DAMSS in posa davanti a 2 dei pannelli de “Le Cinque Terre“, esposti all’International Quilt Festival di Houston (8-11 Novembre 2018).

 

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Dettagli di uno dei pannelli dell’artwork “Le Cinque Terre“, qui fotografato in occasione degli EOQC di Veldhoven (23-26 Ottobre 2014)

Le nostre opere sono sempre un’evoluzione della precedente. Finita un’opera oggi, stiamo già pensando alla seconda opera più avanti, ossia a quella di dopodomani, perché quella di domani l’avevamo già programmata. Ogni opera è frutto di esperienze, di tentativi di rinnovare una tecnica, o idearne e sperimentarne di nuove. Tutta questa ricerca ci porta spontaneamente ad avere ogni anno risultati ancora più interessanti dell’anno precedente.

Amiamo l’Italia e l’essere italiani! Ci piace innanzitutto riprodurre i nostri monumenti nazionali. In seconda battuta, monumenti famosi o intere città (come la Tour Eiffel o New York City, ndr)

 

Sapete quanto amiamo i numeri. Potete darci un’idea di quanto materiale e quante ore di lavoro ci sono dietro alla nascita di un pannello come la vostra fantastica “The Last Supper” – L’Ultima Cena?

Ore e ore di lavoro, mesi! Facciamo pannelli grandi, belli da osservare da lontano, ma arricchiti da una grandissima quantità di dettagli apprezzabili da vicino.

Aumentiamo le ore di lavoro, non aumentiamo i pixel! Questa è la nostra filosofia.

Le nostre lavorazioni comportano un arricchimento della terza dimensione, perciò richiedono tantissimo materiale. Se dobbiamo creare un pannello di 40 mq, ci vorranno ALMENO 150 mq di tessuto. Ed il filato è incalcolabile. Le cuciture non si vedono, ma ci sono. Chilometri! Riusciamo ad osservare il consumo del filato in corso d’opera, sulla base dei “cadaveri” accumulati per terra (= spolette e coni vuoti).

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Last Supper. Cm 800 x 250. Omaggio alla città di Milano e al genio di Leonardo.

 

Notti in bianco?

No. Solo in rari casi. La notte porta consiglio! Quando siamo a letto ragioniamo. Poi quando Daniela non risponde più vuol dire che sta dormendo, allora la pianto anch’io – conclude, sorridendo, Marco.

 

*****

A settimana prossima con la Parte II dell’intervista e una piacevole sorpresa per voi!

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